Tesi di Laurea Triennale
- Antonino Cavallino

- 3 mar 2014
- Tempo di lettura: 2 min
L'elaborato che mi ha permesso di conseguire la Laurea Triennale è stata la tesi tesi dal titolo: "Bilanci di massa ed energia per un impianto di biodigestione e cogenerazione". Relatore di tale lavoro è stato il Prof. Maurizio Cellura, docente di diverse materie in corsi di laurea triennali e magistrali, mentre il correlatore è stato l'Ing. Mario Fontana.
L’elaborato consta fondamentalmente di tre macro-argomenti: nella prima parte viene affrontata la metodologia della Life Cycle Assessment (talvolta riportata come Life Cycle Analysis), con particolare riferimento alla sua struttura di base. Tramite il Life Cycle Assessment, il ciclo di vita di un prodotto viene esaminato “dalla culla alla tomba” attraverso la compilazione di un inventario di ingressi (materiali, energia, risorse naturali) e di uscite (emissioni in aria, acqua, suolo) del sistema, la valutazione di impatti potenziali, diretti e indiretti, associati a tali inventari, l’analisi dei risultati delle due fasi precedenti ed infine la definizione delle possibili linee di intervento.
Nella seconda parte vengono affrontati gli adattamenti al metodo LCA che ne consentono l’applicazione a sistemi di produzione energetica. Come qualunque prodotto o manufatto industriale, anche il ciclo di vita dei sistemi di produzione di energia coinvolge a sua volta materiali ed energia. Con l’adozione di opportuni indicatori è possibile risalire alla convenienza energetica complessiva che si ha nella scelta di una data tecnologia di produzione.
Nella terza parte vengono affrontate le possibili modalità di esecuzione di bilanci di massa ed energia per impianti di biodigestione e cogenerazione, riportando la necessaria distinzione tra la metodologia di Plant Life Cycle e di Fuel Life Cycle. Dopo un’attenta descrizione della tecnologia impiantistica, dei processi e dei parametri di riferimento tra tutte quelle possibili, ed aver estrapolato da questi i dati tecnici necessari ai bilanci, è possibile quantificare non solo la bontà energetico-ambientale dell’intero impianto durante il suo intero ciclo di vita (dall’estrazione dei materiali costituenti l’impianto fino allo smantellamento dello stesso), ma soprattutto dell’energia (principalmente elettrica) prodotta durante le fasi di esercizio (dall’approvvigionamento della biomassa d’ingresso fino all’utilizzo del digestato prodotto dal processo).
Per completezza d’informazione, dopo ricerche sullo stato dell’arte, è stato riportato un caso studio già analizzato di Fuel Life Cycle. In tale lavoro si dimostra la convenienza energetica di un tipico impianto di media taglia, gestito da una cooperativa agricola, che utilizza residui colturali affiancati a liquame e letame bovino. L’energia elettrica e termica generata dal processo è sufficientemente in grado di soddisfare le esigenze interne all’impianto, garantendo un risparmio notevole. Le quantità in surplus vengono cedute a delle reti esterne, ottenendo dalla vendita un importante profitto. Il bilancio complessivo può risultare dunque ampiamente positivo. Lo sviluppo di una filiera corta, che assicura l’approvvigionamento, può garantire ulteriori risparmi energetici, ambientali, ma anche economici.
La discussione della tesi, tramite la presentazione Microsoft Power Point, mi ha permesso di raggiungere la votazione di 110/110 e lode.









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